Natura-Integrazione

Natura-Integrazione

Progetto “Natura-integrazione”, curare la terra per costruire un’altra socialità è stato intrapreso per proseguire l’interesse particolare di UNIPROMOS per l’agricoltura sociale.

Ha come obiettivo quello di realizzare, all’interno della fattoria sociale ‘La Casa di Pietro’ (in Lanuvio (RM), partner di progetto che ha sottoscritto apposito protocollo d’intesa) un laboratorio polifunzionale per la trasformazione e la conservazione dei prodotti provenienti dall’orto, dal frutteto, dall’apiario e dal giardino mediterraneo dove vengono coltivate molteplici varietà di piante officinali. Per la CDP, la realizzazione del laboratorio costituisce uno degli sforzi attualmente in corso per espandere e consolidare le proprie attività sociali. In particolare, l’auspicio è che, una volta a regime, il laboratorio possa favorire: una collaborazione persistente con le strutture amministrative locali deputate alla tutela dei soggetti svantaggiati che saranno i futuri protagonisti dell’attività lavorativa integrata; uno stimolo all’attività agricola e apistica portate avanti dalla CDP che troveranno nel laboratorio e nel punto vendita ad esso adiacente uno sbocco capace di fornire risorse economiche utili al sostentamento delle attività. La CDP contribuisce finanziariamente al progetto con fondi derivanti da donazioni dei soci e dai contributi liberali ottenuti nell’ambito delle varie attività portate avanti dalla stessa Associazione. Per la UNIPROMOS, la partecipazione al progetto si inserisce in un più ampio programma di interventi, con centralità ai temi dello sviluppo ecosostenibile e dell’agricoltura sociale, coerentemente con la sua ispirazione fondante, che è quella di conciliare la cultura moderna del lavoro con finalità di responsabilità sociale e di considerazione per i diritti e i valori che fanno da contorno all’economia, per una società armonica dove il profitto non sia mai fine a sé stesso. UP contribuisce al progetto con fondi raccolti attraverso l’indicazione dei contribuenti per la quota 5permille dell’Irpef. Il progetto si inserisce all’interno di una più ampia missione – a cui si è dato un orizzonte di medio periodo – tesa alla realizzazione di uno spazio di lavoro multifunzionale incentrato sull’agricoltura biologica e sulle attività di manutenzione e valorizzazione proprie di una fattoria. All’interno di tale spazio si intendono inserire un gruppo di persone svantaggiate che divengano aiutanti e protagonisti stabili delle attività sociali ed agricole. La gran parte dei lavori di costruzione del laboratorio sono oggi ultimati e si stanno implementando gli interventi necessari agli impianti, all’arredamento interno per poi collocare i macchinari necessari alla lavorazione dei prodotti agricoli. Nella Sezione successiva verranno sinteticamente descritte le varie fasi progettuali, le caratteristiche del laboratorio per come esso è stato posto in essere e le problematiche di carattere amministrativo incontrate nel corso dello svolgimento dei lavori. Cronistoria La prima fase di realizzazione del progetto ha visto la necessità di ottemperare – sia nelle fase progettuale che in quella di esecuzione dei lavori – agli obblighi amministrativi derivanti dalla legislazione edilizia (autorizzazioni amministrative di competenza comunale), da quella paesaggistica (autorizzazioni di competenza regionale) e da quella sanitario-alimentare (autorizzazioni di competenza ASL – Regione). Data la rilevanza paesaggistica dell’area agricola e del casale ove il laboratorio è situato – l’area, concessa in comodato d’uso gratuito dalla famiglia Seeber insiste all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani – l’iter amministrativo si è rivelato più complesso di quanto previsto in fase di stesura del progetto.

Tutti i prodotti che si intendono trattare nel laboratorio provengono dal terreno della fattoria e sono il frutto di colture biologiche.

La finalità strategica è quella di favorire l’integrazione ed il coinvolgimento diretto di persone svantaggiate in attività lavorative e ludiche legate all’agricoltura biologica, il presente progetto ha come obiettivo primario quello di inserire due soggetti (a cui verrà affiancato un operatore specializzato capace di sostenerli nel percorso di inserimento) in un’attività lavorativa di gestione di un piccolo laboratorio di trasformazione agricola (volto in particolare alla realizzazione di confetture, conserve, miele e sali aromatici). Data la rilevanza paesaggistica dell’area agricola e del casale ove il laboratorio è situato – l’area, concessa in comodato d’uso gratuito dalla famiglia Seeber insiste all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani – l’iter amministrativo si è rivelato più complesso di quanto previsto in fase di stesura del progetto.

Progetto congiunto

Facendo seguito al protocollo di intesa siglato a luglio 2015, a settembre dello stesso anno prendono il via le attività per l’attuazione del progetto congiunto Casa di Pietro APS (CDP) – Unipromos APS (UP). Il progetto ha come obiettivo quello di realizzare – all’interno degli spazi siti in Lanuvio (RM) Via della Sforzesca n° 12 e gestiti dalla CDP, ove vengono condotte attività agricole di natura biologica ad esclusiva finalità sociale – un laboratorio polifunzionale per la trasformazione e la conservazione dei prodotti provenienti dall’orto, dal frutteto, dall’apiario e dal giardino mediterraneo dove vengono coltivate molteplici varietà di piante officinali. Tutti i prodotti che si intendono trattare nel laboratorio provengono dal terreno della fattoria e sono il frutto di colture biologiche. Il laboratorio – la cui inaugurazione è prevista per la primavera del 2017 – è situato all’interno del casale che ospita la gran parte delle attività sociali portate avanti dalla CDP e dalle associazioni che operano in collaborazione con essa. Attualmente le principali attività integrate e volte al coinvolgimento attivo di soggetti svantaggiati (handicap psicofisico e disagio sociale) riguardano: l’equitazione naturale, un laboratorio permanente per l’infanzia, laboratori esperienziali rivolti alle scuole del territorio, corsi di formazione e momenti culturali, sociali e conviviali. In linea con le finalità statutarie della CDP – i.e. favorire l’integrazione ed il coinvolgimento diretto di persone svantaggiate in attività lavorative e ludiche legate all’agricoltura biologica – la realizzazione del laboratorio ha come obiettivo primario quello di inserire due soggetti (a cui verrà affiancato un operatore specializzato capace di sostenerli nel percorso di inserimento) ad un attività lavorativa concernente l’aiuto alla gestione di un piccolo laboratorio di trasformazione alimentare (volto in particolare alla realizzazione di confetture, conserve, miele e sali aromatici). Il laboratorio opererà in sinergia con le altre componenti della CDP, e, in particolare, con l’orto, il frutteto e l’apiario. Questi ultimi sono attivi sulla base di una duplice finalità: quella di favorire il coinvolgimento e l’integrazione al lavoro – o, in alcuni casi, di stimolare lo sviluppo dell’autonomia – di soggetti svantaggiati; e quello di favorire ed incrementare le colture biologiche nel territorio dei castelli romani. Per la CDP, la realizzazione del laboratorio costituisce uno degli sforzi attualmente in corso per espandere e consolidare le proprie attività sociali. In particolare, l’auspicio è che, una volta a regime, il laboratorio possa favorire: una collaborazione persistente con le strutture amministrative locali deputate alla tutela dei soggetti svantaggiati che saranno i futuri protagonisti dell’attività lavorativa integrata; uno stimolo all’attività agricola e apistica portate avanti dalla CDP che troveranno nel laboratorio e nel punto vendita ad esso adiacente uno sbocco capace di fornire risorse economiche utili al sostentamento delle attività. La CDP contribuisce finanziariamente al progetto con fondi derivanti da donazioni dei soci e dai contributi liberali ottenuti nell’ambito delle varie attività portate avanti dalla stessa Associazione. Per la UP, APS costituita nel 2005 ed iscritta nel Registro delle Associazioni di promozione sociale della Regione Lazio del 8 giugno 2006, la partecipazione al progetto si inserisce in un più ampio programma di interventi, con centralità ai temi dello sviluppo ecosostenibile e dell’agricoltura sociale, coerentemente con l’ispirazione fondante di Unipromos, che è quella di conciliare la cultura moderna del lavoro con finalità di responsabilità sociale e di considerazione per i diritti e i valori che fanno da contorno all’economia, per una società armonica dove il profitto non sia mai fine a sé stesso. UP contribuisce al progetto con fondi raccolti attraverso l’indicazione dei contribuenti per la quota 5permille dell’Irpef. Il progetto si inserisce all’interno di una più ampia missione – a cui si è dato un orizzonte di medio periodo – tesa alla realizzazione di uno spazio di lavoro multifunzionale incentrato sull’agricoltura biologica e sulle attività di manutenzione e valorizzazione proprie di una fattoria. All’interno di tale spazio si intendono inserire un gruppo di persone svantaggiate che divengano aiutanti e protagonisti stabili delle attività sociali ed agricole. La gran parte dei lavori di costruzione del laboratorio sono oggi ultimati e si stanno implementando gli interventi necessari agli impianti, all’arredamento interno per poi collocare i macchinari necessari alla lavorazione dei prodotti agricoli. Nella Sezione successiva verranno sinteticamente descritte le varie fasi progettuali, le caratteristiche del laboratorio per come esso è stato posto in essere e le problematiche di carattere amministrativo incontrate nel corso dello svolgimento dei lavori. Cronistoria La prima fase di realizzazione del progetto ha visto la necessità di ottemperare – sia nelle fase progettuale che in quella di esecuzione dei lavori – agli obblighi amministrativi derivanti dalla legislazione edilizia (autorizzazioni amministrative di competenza comunale), da quella paesaggistica (autorizzazioni di competenza regionale) e da quella sanitario-alimentare (autorizzazioni di competenza ASL – Regione). Data la rilevanza paesaggistica dell’area agricola e del casale ove il laboratorio è situato – l’area, concessa in comodato d’uso gratuito dalla famiglia Seeber insiste all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani – l’iter amministrativo si è rivelato più complesso di quanto previsto in fase di stesura del progetto. Per questa ragione, l’avvio vero e proprio dei lavori è stato posposto e le prime attività – da parte della ditta LegnoEdil s.r.l. coordinate dall’Arch. Federico Andreoli – sono cominciate ad agosto 2016. Il set completo di autorizzazioni è previsto per la fine dell’anno e per l’inaugurazione del laboratorio si prevede di avere tutta la documentazione per poter avviare l’attività produttiva integrata. Il laboratorio – come previsto dal progetto realizzato dall’Arch. Andreoli, pre-approvato dall’ufficio tecnico del Comune di Lanuvio e presentato per l’approvazione finale agli uffici regionali competenti – nasce nei locali dove in precedenza era ospitato il magazzino e la selleria dell’Associazione che si occupa delle attività di equitazione naturale. E’ stato, in primo luogo, effettuato il riadattamento delle strutture del locale seguendo le indicazioni fornite dalla ASL e previste dalla normativa sull’igiene e la sicurezza alimentare. Il laboratorio consta di 4 locali. Un locale grande (20 m2 circa) maiolicato fino al soffitto in linea con le norme sanitarie, ove sono previste le attività produttive (Figura 1). Un piccolo punto vendita, diviso dal locale grande da una porta a vetri così da rendere visibili le attività che si svolgono all’interno (10 m2 circa). Un bagno a norma disabili, con annesso antibagno e spogliatoio (10 m2 circa). Due magazzini: uno ad uso alimentare ed un altro ad uso agricolo (28 m2 circa ciascuno).